FisioSport Talk intervista a Fabrizio Ferrari

Come valuti la tua stagione agonistica complessiva? Quali sono stati i momenti più significativi per te e per il team Fisiosport?

È stata una stagione diversa dal previsto. Non la definirei brillante: l’infortunio a metà percorso ha inevitabilmente rallentato la mia crescita e ha interrotto una progressione che sembrava molto promettente.
Ma proprio questo imprevisto ha cambiato la prospettiva: invece di perdermi, ho trovato ancora di più il valore del gruppo.
Il team Fisiosport è stato la differenza.
Allenarsi, recuperare, tornare gradualmente a spingere… tutto è stato reso più leggero dalla presenza delle persone giuste intorno a me. Questa stagione mi ha ricordato che non esistono risultati senza un ambiente che ti sostiene nei giorni buoni e soprattutto in quelli difficili.
E il momento più significativo non è stato un piazzamento, ma il rientro: sentirsi di nuovo atleta, con la voglia di riprendere ciò che l’infortunio aveva momentaneamente fermato.

Puoi raccontarci della tua ultima prestazione a Cuneo? Come ti sei sentito durante la gara e quali insegnamenti hai tratto da questa esperienza?

A Cuneo arrivavo nel pieno del carico per la maratona: tanti lunghi, ritmi controllati, lavori sulla resistenza e pochissimi richiami di velocità.
Non ero nelle condizioni “da gara” tipiche per una 10 km — eppure la sensazione è stata sorprendente.
Durante la prova il corpo ha risposto meglio del previsto, con gambe reattive e una gestione pulita del ritmo. Inaspettatamente, mi sono ritrovato molto vicino al mio personale sulla distanza.
È stata una conferma potente: la base aerobica costruita in queste settimane è solida e la marcia alta è ancora lì, pronta a uscire quando serve.
L’insegnamento?
La forma non è solo il frutto dei lavori veloci, ma della somma intelligente di tutto. Cuneo mi ha dato fiducia, e soprattutto mi ha mostrato che la direzione verso Sanremo è quella giusta.

Ora che ti prepari per la maratona di Sanremo, quali sono le tue aspettative e come ti stai preparando per affrontare questa sfida finale della stagione?

La maratona di Sanremo è l’ultimo capitolo della stagione e voglio correrla con lucidità e determinazione.
Mi aspetto una gara ragionata, dove ritmo, gestione dei gel e controllo mentale vadano tutti nella stessa direzione.
Non cercherò il “colpo” a tutti i costi, ma una prestazione completa: costante, efficace e costruita sul lavoro degli ultimi mesi.
Sto curando ogni dettaglio: ritmo gara, adattamento alle scarpe, economia di corsa e un piano nutrizionale studiato. Voglio presentarmi allo start con la sicurezza di chi sa di aver fatto tutto ciò che serviva.

Quali obiettivi hai in mente per la prossima stagione? Ci sono gare specifiche che desideri affrontare o traguardi particolari che vuoi raggiungere?

Il prossimo anno vorrei dare continuità al percorso iniziato.
L’obiettivo è partire bene già dalla gara di casa, il Duathlon di Santena: non è la mia distanza ideale, ma ci tengo molto, sia per il legame con il territorio sia perché rappresenta un modo perfetto per inaugurare la stagione.
Poi mi concentrerò su gare nazionali più adatte alle mie caratteristiche, dove potrò esprimere meglio i ritmi e le dinamiche che preferisco.
La prima parte dell’anno culminerà con l’Ironman di Klagenfurt a giugno: una sfida enorme, ma il tipo di sfida che mi motiva davvero. Sarà il test più importante della prima metà di stagione.

Che consiglio daresti ai giovani atleti che sognano di seguire le tue orme nel triathlon e nella corsa? Cosa ritieni sia fondamentale per avere successo in questo sport?

Ai giovani che vogliono avvicinarsi al triathlon e alla corsa direi una cosa semplice: innamoratevi di questo sport. Non tanto del cronometro, ma di tutto quello che c’è intorno: le persone che incontrate, gli allenamenti condivisi, le sveglie presto, le giornate in cui va tutto bene e quelle in cui fate fatica. È lì che si costruisce davvero qualcosa.
Il segreto non è il talento, ma la continuità: imparare a rispettare il proprio corpo, ascoltarsi, crescere un po’ ogni giorno e soprattutto circondarsi di un gruppo che ti sostiene e ti fa sentire parte di qualcosa.
Il triathlon e la corsa ti insegnano disciplina, pazienza e gratitudine. Se trovi la tua motivazione e la coltivi con costanza, i risultati arrivano sempre. Ma la cosa più importante è che ogni allenamento, ogni gara, ogni percorso ti lascia qualcosa dentro. È questo che rende tutto speciale.

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