Intervista a Simone Vivaldi

Simone, entri nel Team Fisiosport in “doppia veste”: atleta di livello e ora anche Coach e responsabile per la zona di Bordighera. Cosa ti ha spinto a sposare questo progetto e cosa significa per te rappresentare questi colori nella tua Liguria?

Ho scoperto il Team quasi per caso, grazie al passaparola di alcuni amici triatleti, e sono rimasto subito colpito dalla professionalità e dall’organizzazione che si respira. Conoscendo poi i ragazzi, il feeling è stato immediato: c’è un’energia incredibile e non vedo l’ora di incontrare tutto il resto della squadra. Rappresentare questi colori in Liguria e abbracciare il progetto come coach è per me una sfida stimolante: è la grande opportunità di portare il ‘modello Fisiosport’ qui in Riviera, creando una realtà solida e di riferimento per il territorio.

Sei laureato in Scienze Motorie e mastichi sport da sempre. In un mondo dove spesso regna l’improvvisazione, quanto conta per te l’approccio scientifico nell’allenamento di un amatore?

Per me la scienza è la base imprescindibile. Durante gli studi mi sono specializzato proprio nella preparazione per il running e il triathlon, diventando allenatore certificato, perché questo mondo mi affascina profondamente. Purtroppo, molti pensano che per migliorare basti ‘uscire e correre’, ma la performance si costruisce con metodo, programmazione e costanza. Non esistono scorciatoie: solo un allenamento mirato permette di progredire davvero ed evitare infortuni. L’approccio scientifico trasforma la fatica in risultati.

Da quest’anno sei il punto di riferimento per il gruppo running e triathlon a Bordighera. Quali sono i tuoi obiettivi per la crescita della “base ligure” e che impronta darai agli allenamenti di gruppo?

Il mio primo obiettivo è creare una comunità attiva. Voglio stabilire appuntamenti fissi che diventino una sana routine per gli atleti locali. Con l’allungarsi delle giornate, l’idea è quella di proporre sessioni tecniche dove ognuno, pur all’interno del gruppo, possa lavorare su obiettivi personalizzati. Voglio che ogni atleta impari nuovi metodi di lavoro e
acquisisca quella consapevolezza necessaria per andare a caccia del proprio Personal Best in gara.

Passiamo al Simone atleta: gestire il ruolo di coach e quello di agonista richiede un equilibrio perfetto. Come organizzi la tua stagione 2026? C’è una gara obiettivo dove punterai al cronometro?

L’agonismo fa parte del mio DNA: adoro l’adrenalina della linea di partenza. Il 2026 sarà un anno di evoluzione. Dopo diverse stagioni focalizzate su Sprint e Olimpici, ho deciso di alzare l’asticella e misurarmi su distanze più lunghe. La gara ‘cerchiata in rosso’ sul calendario è il Triathlon di Barberino. Sarà un debutto importante su questa distanza, ma non nascondo che l’occhio al cronometro lo terrò sempre ben fisso: l’obiettivo è migliorarsi, sempre.

Allenamenti, tabelle, gestione del gruppo e gare… ma quando Simone “stacca la spina”, cosa fa? Come ricarichi le batterie fuori dal mondo dello sport?

Non è sempre facile far incastrare tutto, ma l’equilibrio lo trovo negli affetti. Amo viaggiare e scoprire posti nuovi con la mia compagna Giulia. Mi rigenero facendo lunghe passeggiate con i nostri cani, passando del tempo con gli amici o semplicemente guardando una serie TV. E poi c’è la cucina: mi piace molto mettermi ai fornelli e sperimentare nuove ricette. È il mio modo perfetto per ricaricare le energie mentali prima di tornare in pista o in
vasca.

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