Dietro le quinte del Team: Intervista a Gian Marco, il Direttore Tecnico

L’inizio di una nuova stagione sportiva non è mai solo una questione di tabelle e cronometri. È un momento fatto di visioni, di basi da gettare e, soprattutto, di persone.

Per capire come si sta muovendo il nostro Team e quali sono le ambizioni che guideranno i prossimi mesi, abbiamo fatto una chiacchierata con Gian Marco, il nostro Direttore Tecnico. In questa intervista, Gian Marco ci svela il “metodo” che sta dietro la preparazione: un approccio che mette l’atleta al centro di un ecosistema dove performance, prevenzione e benessere viaggiano sullo stesso binario.

Dalla filosofia della “persona prima dell’atleta” alla sinergia fondamentale con lo staff di Fisiosport, ecco cosa aspettarsi da questa stagione e quali sono i consigli per chi vuole migliorarsi davvero, con costanza ed entusiasmo.

Gian Marco, come Direttore Tecnico del Team, qual è la tua filosofia principale per questa stagione? In che modo il tuo ruolo rappresenta un valore aggiunto?

La mia filosofia per questa stagione è molto chiara: mettere la persona prima dell’atleta.
Credo in un percorso in cui ognuno possa esprimere il proprio potenziale, rispettando i propri tempi e la propria storia, senza rincorrere modelli irrealistici.

Il mio ruolo è quello di creare connessione tra tutte le aree: preparazione, prevenzione e recupero. Quando tutto è allineato, l’atleta si sente seguito, capito e più sereno. E da lì cambia tutto: ci si allena meglio, con più continuità e anche con più entusiasmo.

Siamo ai blocchi di partenza: su cosa state lavorando in queste prime settimane?

In questo momento siamo in una fase fondamentale: quella della costruzione.
Non cerchiamo subito la prestazione, ma vogliamo creare basi solide.

Stiamo lavorando su tre aspetti principali: consapevolezza del proprio corpo, prevenzione degli infortuni e sviluppo della forza. In particolare, quest’anno abbiamo deciso di dare ancora più attenzione alla forza e alla prevenzione, perché sono ciò che permette agli atleti di essere continui nel tempo.

Abbiamo inserito anche dei test iniziali, che per noi sono molto importanti: ci servono per capire a che punto siamo. Non sono semplici numeri, ma strumenti che ci aiutano a conoscere meglio ogni atleta e a costruire un lavoro davvero su misura.
Perché migliorare non significa solo spingere di più, ma sapere quando, come e perché farlo.

Quali sono gli appuntamenti cerchiati in rosso e come gestite la programmazione?

Ci sono sicuramente delle gare importanti, ma quello che conta davvero è il percorso che porta a quei momenti.

Ogni atleta ha il suo “cerchio rosso”: per qualcuno è una gara di alto livello, per altri è finire il primo triathlon, una gara podistica o una Hyrox. E per noi hanno tutti lo stesso valore.

La programmazione dei carichi nasce proprio da questo: costruzione progressiva, ascolto e adattamento. Non esiste un’unica strada valida per tutti, ma un percorso personalizzato che permette a ciascuno di arrivare al proprio obiettivo nella miglior condizione possibile.

Che mentalità chiedi ai tuoi atleti e qual è il vero obiettivo della stagione?

Chiedo presenza e fiducia.
Presenza nel quotidiano, anche nei piccoli allenamenti che spesso fanno la differenza. Fiducia nel percorso, anche quando i risultati non arrivano subito.

Al di là del cronometro o della classifica, il mio obiettivo è che a fine stagione ogni atleta possa guardarsi indietro e dire: “sono migliorato, sto meglio e mi sono divertito.
E se riusciamo a costruire un gruppo unito, dove le persone si supportano e crescono insieme, quello è il risultato più grande.

Quanto è importante la sinergia con lo staff Fisiosport?

È fondamentale.
La fisioterapia non deve essere vista solo come una risposta al dolore, ma come parte integrante del percorso.

La sinergia con lo staff Fisiosport ci permette di lavorare in anticipo: conoscere il corpo dell’atleta, prevenire problemi e accompagnarlo in ogni fase dell’allenamento.

Un atleta sano è un atleta che si allena con continuità.
E alla fine è proprio la continuità che fa la differenza tra partecipare… e migliorarsi davvero.

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