Team FisioSport centra la tripletta tricolore ad Alba Adriatica!

I Campionati Italiani di triathlon olimpico di Alba Adriatica hanno consacrato ancora una volta la crescita esponenziale del Team FisioSport, capace di dominare la scena nazionale con tre titoli tricolori di categoria, prestigiosi podi assoluti e una prova corale di altissimo livello. Abbiamo fatto il punto della situazione con il nostro direttore tecnico, Gian Marco Rivella.

Gian Marco, alla luce dei tre titoli tricolori e dei numerosi piazzamenti di prestigio ad Alba Adriatica, come valuti complessivamente la crescita e il livello tecnico attuale del gruppo rispetto ai top team italiani nella distanza olimpica?

Credo che il dato più importante non siano soltanto i tre titoli italiani, ma il modo in cui sono arrivati. Ad Alba Adriatica abbiamo dimostrato di avere atleti competitivi in più categorie e, soprattutto, di poter essere protagonisti sia a livello assoluto sia nelle classifiche di categoria.

Il Team FisioSport è una realtà relativamente giovane, ma negli ultimi anni ha avuto una crescita molto importante, sia numerica sia soprattutto qualitativa. Stiamo costruendo un gruppo nel quale ogni atleta, indipendentemente dal proprio livello, viene seguito con l’obiettivo di migliorarsi e di capire il perché del lavoro che facciamo.

Essere arrivati a questi risultati ci dice che la direzione è quella giusta. Non credo sia ancora il momento di dire che siamo arrivati al livello dei top team italiani: quello è un percorso che richiede continuità e risultati nel tempo. Però oggi possiamo sicuramente dire di essere diventati una squadra che, quando si presenta al via di un Campionato Italiano, può giocarsi qualcosa di importante.

Il settore femminile ha brillato in modo straordinario: Lorenza Beccaria ha trionfato in categoria S2 cogliendo un eccezionale secondo posto assoluto, mentre Stefania Brazzoli ha chiuso terza assoluta e prima in S4 (dopo una grande rimonta a piedi), e Chiara Tonini ha stupito tutti con il 2° posto di categoria S2 proprio dietro a Lorenza e un fantastico 5° posto assoluto. Quanto è importante questa solidità al vertice per le ambizioni future del team?

Il settore femminile è probabilmente uno degli aspetti che mi rende più orgoglioso di questa trasferta. Avere tre ragazze nelle prime cinque assolute e, contemporaneamente, conquistare risultati importanti nelle rispettive categorie significa avere una profondità che va oltre la singola prestazione.

Lorenza ha fatto una gara straordinaria, vincendo la S2 e arrivando seconda assoluta. Stefania ha dimostrato ancora una volta il suo carattere con una grande rimonta nella corsa, conquistando il terzo posto assoluto e il titolo S4. E poi c’è Chiara, che alla sua prima esperienza con noi ha chiuso seconda di categoria e quinta assoluta.

Per il futuro è un segnale molto importante. Non vogliamo costruire una squadra basata su uno o due atleti di punta, ma un gruppo competitivo e coeso. Il fatto di avere oggi un settore femminile così forte ci permette di guardare avanti con ambizione, ma anche con la consapevolezza che c’è ancora molto da costruire.

Passando agli uomini, Giuseppe Hermis si conferma al vertice conquistando il titolo nella categoria S4. Smetterà mai di stupire questo atleta o ha ancora qualche asso nella manica da giocarsi?

Giuseppe ormai ci ha abituati a pensare che tutto sia possibile! Scherzi a parte, quello che continua a sorprendermi di lui è la capacità di trovare sempre nuovi margini, anche quando sembra che abbia già espresso il massimo.

Il titolo italiano S4 è un’altra conferma della sua grande continuità. Ma Giuseppe non è semplicemente un atleta forte: è uno che si mette continuamente in discussione, ascolta, lavora e ha ancora tanta voglia di migliorarsi.

Quindi sì, secondo me qualche asso nella manica ce l’ha ancora. E conoscendolo, probabilmente non ce lo farà vedere fino al momento giusto!

A proposito di sorprese e conferme, un plauso speciale va fatto anche a Chiara Tonini: una nuova atleta che si è presentata subito con un impatto devastante, chiudendo appena dietro a Lorenza. Parlaci di lei e della sua gara.

Chiara è stata una delle sorprese più belle di questa trasferta, anche se, conoscendola e vedendo come si è allenata, non posso dire che il risultato sia arrivato completamente inaspettato.

Presentarsi in un Campionato Italiano e chiudere quinta assoluta, seconda di categoria S2 e a pochi secondi da Lorenza è un biglietto da visita davvero importante. Ma più del risultato mi è piaciuto il modo in cui ha interpretato la gara: è stata solida in tutte e tre le discipline e non ha avuto nessun timore reverenziale, nemmeno davanti ad atlete con maggiore esperienza.

Chiara è entrata nel gruppo portando qualità, ma anche un atteggiamento molto positivo. Adesso la cosa più importante sarà darle il tempo e gli strumenti per continuare a crescere senza avere fretta. Il potenziale c’è, e parecchio.

La trasferta in Abruzzo ha visto protagonisti anche Nicola Piccinin (categoria S2) e il giovane Edoardo Renna (categoria S1), che hanno lottato metro su metro. Sappiamo che Nicola sta lavorando ad altissimi livelli – con lo sguardo rivolto anche al prestigioso palcoscenico del Mondiale Ironman a Kona – mentre Edoardo sta gettando basi solidissime per il futuro. Come analizzi la loro prova?

Sono due atleti molto diversi per caratteristiche, esperienza e percorso, ma entrambi rappresentano bene quello che vogliamo costruire nel Team FisioSport.

Nicola sta facendo un percorso di livello molto alto. La sua preparazione è ormai orientata anche verso obiettivi internazionali importanti, come il Mondiale Ironman di Kona, e questo significa lavorare su aspetti che vanno ben oltre la singola gara. Ad Alba Adriatica ha avuto una prestazione solida e soprattutto utile all’interno del suo percorso.

Edoardo, invece, rappresenta il futuro. È giovane, ha ancora tantissimo margine di crescita e gare come questa sono fondamentali per fare esperienza. Ha lottato fino alla fine in una gara di livello nazionale e questo, per me, vale moltissimo.

La cosa che mi piace è vedere che all’interno della stessa squadra possono convivere atleti con obiettivi completamente diversi: chi punta a un Mondiale, chi lotta per un titolo italiano e chi sta costruendo le proprie basi. È proprio questa varietà che rende il nostro gruppo una squadra vera.

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